Dario Aloisi è il nuovo segretario provinciale del PSI. Catanese, 47 enne, socialista da sempre, parla del nuovo progetto che riguarda il futuro di quello che fu il partito di Filippo Turati, Pietro Nenni, Sandro Pettini e Bettino Craxi.
Rinasce il PSI?
Il PSI non è mai morto nel pensiero della gente. Purtroppo dal 1993 in poi si è attraversato il deserto. La nostra gloriosa storia si è ridotta ad un concetto, ad un’idea, piuttosto che un partito. Nel corso degli anni ci sono state tante sigle ma spesso è mancata la rappresentanza in Parlamento. Come del resto in questo momento. Adesso ricominciamo.
Che ruolo avrà nel centrosinistra?
Sicuramente è uno degli interlocutori principali perché la sua presenza nella coalizione non sarà solo di comparsa. Ricordiamo che il PSI è il più antico partito dell’attuale panorama politico italiano. Stiamo lavorando per contribuire alla creazione del “campo largo” per arginare questa destra che si è rivelata un disastro ovunque abbia governato.
Quanto pesano due differenti eredità: quella di Bettino Craxi e quella di Sandro Pertini?
Pertini è senza dubbio stato il più amato Presidente della Repubblica: partigiano, carcerato, condannato a morte, uno dei capi della Resistenza. Ha scritto con il sudore e il sangue pagine importantissime della sinistra. Craxi, tra le indubbie ombre, ha dimostrato di sapere governare, di essere un vero uomo di sinistra ed è stato l’ultimo nostro politico a difendere il nome e la dignità dell’Italia. Si è fatto un cattivo uso dell’idea socialista perché non era più un simbolo evidente. Dal 1994 in poi c’è anche stata molto confusione anche perché molti “compagni”, blanditi con astuzia, ha seguito Berlusconi. Adesso la diaspora può volgere al termine.
Adesso? Il rapporto con il Partito Democratico?
Stiamo dialogando con il “campo largo”. Nelle liste della coalizione nei prossimi appuntamenti elettorali ci saranno esponenti socialisti ove non sarà possibile presentare liste di partito col nostro simbolo Avanti-Psi così come abbiamo fatto in altre realtà, come in Campania. La situazione sembra essere politicamente mutata rispetto al passato quando siamo stati accolti in casa d’altri ma, per quanto ben considerati, non abbiamo mai avuto l’autonomia necessaria.
La situazione in Sicilia e a Catania?
Siamo all’anno zero perché eravamo praticamente scomparsi. Ho accettato l’incarico per fare sentire la nostra voce in tutta la provincia. C’è chi è stato sempre presente e c’è chi vuole rimettersi in gioco. Vecchi e nuovi compagni. Il nostro slogan è “avanti” e non è solamente il richiamo alla storica testata giornalistica. Un cammino verso il futuro per riprendere la nostra storia. Cercheremo di essere presenti in maniera che la rinascita del PSI non resti un proposito ma una realtà politica.


