Un secolo di industria, imprese e trasformazioni economiche, con lo sguardo rivolto ai nuovi investimenti e alla capacità del territorio di attrarre attività produttive. Continuano le celebrazioni del centenario di Confindustria Catania con l’assemblea pubblica “Confindustria Catania in Action – 100 anni di Imprese, Talento e Resilienza”, ospitata a Palazzo Biscari.
Al centro del confronto il ruolo del sistema produttivo siciliano, gli effetti della Zes unica e le prospettive di crescita industriale.
La presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi, ha evidenziato il contributo dato dalle imprese meridionali alla crescita economica, soffermandosi sugli effetti della Zes unica e sulle criticità che continuano a gravare sul sistema produttivo.
“Il Sud non chiede favori, porta risultati. Il Pil italiano è cresciuto anche grazie alla Sicilia e, se la Regione ha chiuso con avanzi di bilancio per oltre 7 miliardi, lo si deve anche alle nostre imprese, che hanno investito e creato occupazione. Dopo i timori iniziali – ha ammesso Busi – oggi siamo soddisfatti della Zes. Gli investimenti sono aumentati e le autorizzazioni arrivano più in fretta. Siamo favorevoli all’estensione alle imprese del Nord, ma a condizione che non si sottraggano risorse al Sud. Sì alla semplificazione burocratica per tutti, no agli incentivi dispersi in tutto il Paese. Le difficoltà non mancano, dal caro carburante alla doppia tassa sulle emissioni, fino all’insularità, eppure i risultati arrivano. Vuol dire che siamo doppiamente bravi”.
Ospite dell’assemblea anche Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri.
“Non c’è da preoccuparsi per il venir meno degli interventi, perché i principi introdotti e gli investimenti avviati trovano continuità anche attraverso altri strumenti. La Zes ha contribuito a generare 70 miliardi di euro di investimenti e 75 mila nuovi occupati, grazie anche alla semplificazione burocratica. A sostegno delle aree industriali delle sette regioni comprese nella Zes arriveranno inoltre 300 milioni di euro con una delibera Cipe. Questi strumenti – ha proseguito Romamo – consentono di raccontare un Mezzogiorno diverso, non più legato agli stereotipi del passato, ma ai risultati raggiunti. Non ritengo necessario individuare una specializzazione rigida per la Sicilia. La vocazione dei territori si costruisce attraverso ciò che si riesce a realizzare”.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha parlato agli imprenditori catanesi anticipando le attenzioni che il Governo riserverà alle imprese attraverso la prossima Legge di bilancio.
“Oggi Catania rimane il capoluogo dell’industria manifatturiera siciliana, con un buon tasso di occupazione, imprese sempre più orientate alla tecnologia e una grande capacità di conquistare nuovi spazi di mercato. Quelli di Confindustria sono cento anni significativi non soltanto per la storia di Catania, ma per quella dell’intera Sicilia. Da parte del Governo nazionale – ha spiegato Musumeci – c’è l’impegno a garantire le migliori condizioni affinché gli imprenditori possano investire, lavorare, produrre e creare occupazione. Anche nella legge di bilancio che il Governo sta preparando ci sarà spazio per risorse e attenzione a sostegno del sistema produttivo”.
E proprio sul fronte industriale, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha anticipato l’annuncio di un nuovo investimento previsto per l’inizio di dicembre insieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Non bisogna mai cullarsi sugli allori, ma puntare sempre a nuovi traguardi di crescita. Abbiamo sempre più insediamenti produttivi che chiedono spazi in città e probabilmente, all’inizio di dicembre, annunceremo con il ministro Urso un altro investimento davvero importante. Abbiamo investito 50 milioni di euro, siamo stati capaci di restituire attenzione a una zona industriale sulla quale da tempo non si interveniva. C’è un rapporto di assoluta sinergia con gli industriali catanesi e con tutte le forze produttive, nella consapevolezza che la città sta vivendo una fase di rilancio”.
Moderato dal giornalista del Tg1 Rai Roberto Chinzari, l’incontro si è articolato in tre panel.
“Il mondo a Catania”, è stato dedicato ai grandi insediamenti produttivi presenti e sono intervenuti Cristina Busi Ferruzzi (Sibeg), Vincenzo Iudicelli (Zoetis Manufacturing Italia), Giuseppe Ignizio (Parmalat) e Giuseppe Notarnicola (STMicroelectronics).
Con “Catania nel mondo” l’attenzione si è spostata sulle imprese che hanno sviluppato la loro presenza sui mercati internazionali e ha visto la partecipazione di Francesco Federico (Cavagrande), Lidia Finocchiaro p(Eurofarm), Roberto Fronte (Dermoaroma Italy) e Luca Raimondo (L.R. Flavours & Fragrances Industries).
A seguire, il videomessaggio dell’astronauta catanese Luca Parmitano, nell’ambito del tema “Talenti in circolo: da Catania alla Luna”.
Ed infine il terzo panel, “Catania che scommette su Catania”, a cui hanno partecipato imprenditori che hanno deciso di restare in città e di valorizzare, ciascuna nel proprio ambito, il patrimonio economico e urbano locale.
Sono intervenuti così Andrea Bonina (Bionap), Marco Causarano (Sicania Chimica), Renato Licciardello (Electric Power) e Antonio Perdichizzi (Isola Catania).

