Foto in spiaggia, in piscina, durante una gita o nei luoghi di villeggiatura. Durante e dopo le vacanze aumenta la tentazione dei genitori di condividere sui social immagini e video dei propri figli. Il Codacons richiama l’attenzione sui rischi legati a questa abitudine e invita le famiglie a evitare, quando possibile, la pubblicazione online delle immagini dei minori e, quando si decide comunque di condividerle, ad adottare la massima prudenza.
Una fotografia pubblicata in rete può infatti sfuggire rapidamente al controllo di chi l’ha condivisa. Il Codacons avverte che un’immagine può essere salvata, copiata, modificata e riutilizzata da terzi, anche per finalità illecite. Foto del tutto innocue nel loro contesto originario possono così essere sottratte, alterate e diffuse altrove senza che i genitori ne siano consapevoli e con possibilità molto limitate di controllarne successivamente la circolazione.
A rendere il fenomeno ancora più delicato è oggi l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Il Codacons evidenzia come le tecnologie generative consentano di manipolare fotografie e produrre immagini sintetiche o deepfake, vale a dire contenuti falsi creati o alterati attraverso l’intelligenza artificiale in modo da apparire realistici. Anche fotografie di minori reperibili online possono essere utilizzate impropriamente per generare contenuti sessualizzati o pedopornografici artificiali, con conseguenze potenzialmente gravissime per le vittime.
La questione, sottolinea ancora l’associazione, non riguarda soltanto gli eventuali utilizzi criminali. La pubblicazione sistematica delle fotografie dei figli, il cosiddetto sharenting, coinvolge anche la privacy, il diritto all’immagine e la costruzione dell’identità digitale del bambino. I rischi aumentano quando alle fotografie vengono associati nome, età, posizione geografica, scuola frequentata, località di villeggiatura o altre informazioni che possono consentire di ricostruirne abitudini e spostamenti.
“Ogni fotografia di un minore pubblicata online lascia una traccia che può essere estremamente difficile cancellare – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – e con gli strumenti tecnologici oggi disponibili dobbiamo essere ancora più prudenti. Una fotografia nata come ricordo familiare – sottolinea Tanasi – può essere copiata, manipolata e utilizzata in contesti completamente diversi da quello originario. Per questo rivolgiamo ai genitori un invito molto chiaro. Evitate di pubblicare sui social le foto dei vostri figli, soprattutto quando si tratta di immagini in costume, al mare o in piscina. La protezione dei bambini – prosegue Tanasi – deve riguardare anche la loro vita digitale.”
Il Codacons raccomanda quindi ai genitori alcune semplici precauzioni:
- evitare, quando possibile, di pubblicare fotografie e video dei figli;
- non condividere immagini intime o che espongano eccessivamente il corpo del minore;
- evitare di associare alle fotografie informazioni su posizione, scuola, luoghi frequentati e abitudini familiari;
- rendere irriconoscibile il volto del bambino quando si ritiene necessario pubblicare un’immagine;
- utilizzare profili privati e limitare la visibilità dei contenuti a persone effettivamente conosciute e affidabili;
- preferire, per le fotografie familiari, sistemi di condivisione privata con gruppi ristretti di persone fidate;
- verificare le immagini pubblicate negli anni precedenti e valutare la rimozione di quelle che espongono inutilmente i minori;
- controllare periodicamente le impostazioni di privacy degli account social;
- evitare di creare profili social dedicati ai figli più piccoli.
“Prima di pubblicare la fotografia di un bambino dobbiamo chiederci non soltanto chi potrà vederla oggi, ma anche chi potrebbe impossessarsene e come potrebbe utilizzarla domani. Un momento privato – sottolinea Tanasi – non deve necessariamente diventare un contenuto pubblico. La prudenza dei genitori rappresenta la prima e più immediata forma di protezione dell’identità digitale dei propri figli”, conclude Tanasi.

