Il coraggio di Rocco Chinnici rivive in scena in “Morte di un giudice”

Date:

Ci sono spettacoli che si guardano e si dimenticano e altri che, giunti al termine, continuano a vivere dentro di noi. Questo è il caso dello spettacolo “Morte di un giudice – Omaggio a Rocco Chinnici” che si è tenuto nel Cortile Platamone del Palazzo della Cultura di Catania e che ha visto sulla scena, nel doppio ruolo di attore e regista, Nicola Costa. E l’artista catanese non ha deluso le aspettative, recitando magistralmente il testo di Giovanni Coppola e catturando l’attenzione del pubblico sin dalle prime battute.
Si tratta, infatti, di uno spettacolo capace di far riflettere e che lascia più di qualcosa su cui tornare anche a sipario ormai chiuso.
Attraverso una storia intensa e profondamente umana, il teatro diviene mezzo per raccontare non soltanto degli avvenimenti, bensì soprattutto un messaggio che arriva con forza: non bisogna mai essere indifferenti davanti alle ingiustizie, alla violenza e a tutto ciò che minaccia la libertà e la dignità delle persone.
La cosa che più colpisce dello spettacolo è proprio la capacità di andare oltre la semplice narrazione. Man man che gli aneddoti e le scene si susseguono si è portati naturalmente a pensare a quanto spesso si possa essere spettatori di ciò che accade intorno a noi senza sentirsi davvero coinvolti. Lo spettacolo omaggia l’operato del giudice Chinnici e invita implicitamente a fermarsi, ad ascoltare e a interrogarsi sul ruolo che ciascuno di noi può avere all’interno della società.
Grazie alla potenza espressiva e all’indiscutibile bravura di Costa, le parole del testo, le emozioni e la stessa presenza scenica dell’artista catanese, tutto sembra più vicino, reale, concreto, permettendo allo spettatore di entrare nella storia e, in qualche modo, di sentirsi parte di essa.
Quando le luci si sono spente, più che la semplice sensazione di aver assistito a uno spettacolo, è rimasta una domanda: quanto siamo veramente disposti a fare la nostra parte? Ma forse, la vera forza del teatro, è proprio questa: non soltanto raccontare ma lasciare in chi assiste una traccia, un pensiero, un dubbio, una consapevolezza. Il messaggio di questo spettacolo non finisce con gli applausi, ma può continuare dentro ognuno che ne ha ascoltato e accolto parole e significati. E se un’opera riesce a farci riflettere, a farci porre delle domande e magari anche a cambiare, almeno un po’, il nostro modo di guardare ciò che ci circonda, allora ha pienamente raggiunto il suo scopo.
Lunghi e meritatissimi gli applausi finali per Costa e Coppola, nonché per Nunzio Papotto che ha dipinto i quadri di scena, per Marco Napoli e Tiziana D’Agosta che hanno curato le luci e le musiche dello spettacolo, con un toccante omaggio al cantautore Francesco Guccini che ha suscitato l’ultimo sentito applauso da parte del numeroso pubblico presente.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Share post:

Iscriviti

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

“Diventare una potenza”, a Villa Ardizzone il colloquio tra Enzo Bianco e Paolo Gentiloni

“Diventare una potenza”, a Villa Ardizzone a Catania il...

Alessandro Idonea e il “Flauto magico” di Mozart

Ha compiuto da pochi giorni 41 anni, Catanese di...