Si conferma la stangata sui consumi energetici degli italiani. Lo afferma il Codacons, commentando l’aggiornamento tariffario del gas disposto da ARERA per il mese di ottobre.
Le bollette del gas aumentano del 9,1% per gli utenti vulnerabili rispetto al mese precedente, con una maggiore spesa di 163 euro per nucleo familiare su base annua, nell’ipotesi di prezzi costanti, rispetto alle tariffe di settembre.
La bolletta media del gas sale così a 1.945 euro annui, considerando consumi pari a 1.100 metri cubi all’anno. Sommando a tale importo gli 868,6 euro della bolletta elettrica, la spesa complessiva per un utente vulnerabile raggiunge i 2.813,6 euro annui.
Rispetto a ottobre 2025, le tariffe del gas per gli utenti vulnerabili risultano più elevate del 68%, con un aggravio di spesa di 787 euro per utenza su base annua.
Numeri che, purtroppo, confermano la stangata energetica denunciata dal Codacons, con pesanti rincari tariffari che si registrano proprio in concomitanza con l’accensione degli impianti di riscaldamento nelle abitazioni degli italiani.
“Il rincaro delle bollette del gas non può essere considerato una semplice oscillazione tariffaria, perché incide direttamente sul reddito disponibile delle famiglie e sulla loro capacità di sostenere le spese essenziali – dichiara Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – L’aspetto più preoccupante è che l’aumento dei costi energetici colpisce in misura particolarmente gravosa i nuclei economicamente più fragili, per i quali le spese incomprimibili rappresentano una quota maggiore del bilancio familiare. Si tratta di un fenomeno che rischia di accentuare le disuguaglianze e di comprimere ulteriormente i consumi, con ripercussioni che vanno oltre le singole utenze e interessano l’intero sistema economico. Non possiamo ignorare, inoltre, che questi rincari intervengono proprio all’inizio della stagione fredda, quando il riscaldamento costituisce una necessità primaria. Sul piano economico – prosegue Tanasi – occorre affrontare il problema con interventi strutturali e non soltanto con misure emergenziali, valutando una revisione mirata della fiscalità energetica e un rafforzamento degli strumenti di sostegno alle famiglie maggiormente esposte. Sul piano giuridico, è altrettanto importante distinguere la legittimità dei meccanismi di aggiornamento tariffario dal dovere di garantire una tutela effettiva dei consumatori. La conformità delle tariffe alle regole vigenti non esaurisce, infatti, la responsabilità delle istituzioni di assicurare trasparenza, correttezza contrattuale e adeguati strumenti di protezione per gli utenti vulnerabili. Chiediamo pertanto al Governo di valutare misure capaci di attenuare l’impatto dei rincari senza compromettere l’equilibrio del sistema energetico e alle autorità competenti di rafforzare la vigilanza sulla corretta applicazione delle condizioni economiche e sulla fatturazione. La vera questione non è soltanto quanto costa l’energia, ma quale peso il suo costo assume rispetto alla capacità economica delle famiglie. Un Paese che vuole tutelare la propria coesione sociale non può consentire che il soddisfacimento di bisogni essenziali diventi un fattore di crescente vulnerabilità economica”, conclude Tanasi.


