Il caro carburanti non può essere affrontato in Sicilia soltanto attraverso provvedimenti adottati quando l’emergenza è già esplosa. La condizione insulare impone una riflessione politica più ampia sulla capacità dell’Isola di affrontare le crisi energetiche e sulle conseguenze che queste producono sui collegamenti e sul sistema produttivo.
È la posizione del Comitato Costituente Futuro Nazionale Catania 68, che propone l’introduzione di una “clausola di insularità energetica”, affinché nelle misure nazionali e regionali adottate in presenza di forti aumenti dei costi energetici venga preventivamente valutato il particolare impatto sulla Sicilia.
“Non chiediamo di inventare un intervento diverso a ogni emergenza – dichiara Marco Tanasi, responsabile del Comitato Costituente Futuro Nazionale Catania 68 – chiediamo che la condizione della Sicilia venga considerata prima, e non dopo. Essere un’Isola comporta esigenze differenti nella mobilità delle persone, delle merci e nell’organizzazione delle attività produttive.”
La Regione Siciliana ha già previsto interventi rivolti ai comparti maggiormente esposti al caro carburanti, tra cui autotrasporto, agricoltura e pesca. Per Futuro Nazionale è però necessario compiere un passo politico ulteriore e trasformare il riconoscimento dell’insularità in un criterio stabile da applicare nelle decisioni economiche ed energetiche.
“La risposta non può essere soltanto quella di trovare risorse quando il problema diventa insostenibile – sottolinea Tanasi – occorre costruire un metodo. Ogni provvedimento nazionale che interviene durante una crisi energetica dovrebbe essere accompagnato da una valutazione specifica delle conseguenze sui territori insulari e, quando necessario, da strumenti compensativi adeguati.”
Secondo Futuro Nazionale Catania 68, questa impostazione deve accompagnarsi a una strategia di lungo periodo sul potenziamento dei collegamenti interni, delle infrastrutture e delle alternative al trasporto privato, riducendo progressivamente la vulnerabilità dell’Isola davanti alle future crisi.
“La Sicilia non chiede privilegi. Chiede che una condizione geografica permanente produca finalmente conseguenze concrete nelle scelte politiche. L’insularità non può essere ricordata soltanto nei momenti di difficoltà, ma deve diventare un parametro attraverso il quale valutare le decisioni che incidono sul nostro territorio. Significa difendere la competitività delle imprese, la possibilità di muoversi e, soprattutto, il diritto della Sicilia a competere ad armi pari con il resto del Paese”, conclude Tanasi.
Caro carburanti, Futuro Nazionale Catania 68: Tanasi propone una “clausola di insularità energetica”
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