La auspica l’ingegner Luigi Bosco, che ne parlerà approfonditamente in un convegno su “Infrastrutture, prevenzione sismica, sviluppo” sabato mattina a Catania nel Seminario Interdiocesano di via Braille. Considerando “una percentuale del 70-75% di edifici che hanno bisogno di messa in sicurezza e considerando un’azione ventennale per l’edilizia privata” secondo Bosco “ci vorrà una somma di circa 750 milioni di euro all’anno” mentre, per l’edilizia scolastica, serviranno 140 milioni all’anno”
Perché la Sicilia Sud-orientale, quella semidistrutta dal terremoto del Val di Noto del 1693, va immediatamente messa in sicurezza sotto il profilo sismico?
Lo abbiamo chiesto a Luigi Bosco, ingegnere strutturista di grande competenza che, sabato prossimo nel Seminario Interdiocesano di via Braille, ne parlerà in un convegno dal titolo “Infrastrutture, prevenzione sismica, sviluppo”. Questa la sua risposta:
Sostanzialmente per tre motivi. Il primo è perché siamo nel pieno del periodo di ritorno del terremoto che distrusse Catania nel 1693, con tutto il sudest della Sicilia. Catania aveva 20.000 abitanti prima del terremoto, il giorno dopo 5.000 abitanti. Il secondo motivo è che, sostanzialmente, diversamente da altri territori, il territorio del sudest della Sicilia di Catania in particolare ha avuto una protezione sismica solo a partire dai primi anni 80 del Novecento, contrariamente ad esempio a Palermo, in cui tutti gli anni 70 furono caratterizzati da una normativa sismica che prevedeva l’utilizzo di risorse per la protezione degli edifici. Il terzo motivo è che nella storia sismica italiana purtroppo noi abbiamo due tristi primati. Il primo è che i terremoto di maggiore magnitudo si è verificato nel 1693 nella Sicilia sud orientale e il secondo è che il terremoto che è provocato il maggior numero di morti fu quello del 1908 di Messina.
- È possibile valutare quanto costerebbe la messa in sicurezza del territorio sia come edilizia privata sia come edilizia scolastica?
Io ho fatto una valutazione con i dati che sono riusciti a reperire relativamente alle cubature sia di edilizia privata che scolastica da mettere in sicurezza, considerando rispetto al patrimonio una percentuale del 70-75% di edifici che hanno bisogno di messa in sicurezza e considerando un’azione ventennale, per l’edilizia privata ci vorrà una somma di circa 750 milioni di euro l’anno e per l’edilizia scolastica di circa 140 milioni di euro all’anno. Tutto questo in un bacino geografico che ha circa due milioni di abitanti.
- Dove e come si potrebbero reperire i fondi per una simile operazione?
Per fare un’operazione del genere occorre una legge speciale per il sudest della Sicilia, in cui interviene prevalentemente lo Stato, ma anche gli enti locali e il mondo scientifico, universitario e degli ordini può deve dare il suo contributo. Ecco, si tratta dunque non solo di mettersi al sicuro rispetto a una gravissima emergenza, ma anche di costruire una grande opportunità di sviluppo per il territorio.
- Ma come può il cittadino spingere perché questa opportunità venga colta?
Soprattutto per quel che riguarda gli interventi dell’edilizia privata è fondamentale che venga portata avanti da mondo scientifico, università e ordini professionali una campagna corretta di informazione che, senza allarmare, crei le condizioni perché tutti possano comprendere a fondo il sistema della prevenzione. Altrimenti ci potrebbero essere tutti i soldi che vogliamo, ma se poi i cittadini non fossero interessati a mettere in sicurezza le proprie abitazioni… Il sistema poi deve prevedere anche la possibilità che, negli atti notarili, venga riconosciuta la classe sismica dell’edificio. Deve prevedere, col sistema utilizzato purtroppo in cattiva maniera nel sisma bonus, il riconoscimento di detrazioni fiscali fino all’80-90%. Deve inoltre prevedere nell’arco dei 5-10 anni anche che le amministrazioni locali possano consentire dei privilegi a chi realizza queste opere. In termini di detrazione di imposte locali e anche in termini di eventuali riconoscimenti di volumetrici, nel caso della necessità di demolizione e ricostruzione.

