Truffe luce e gas, Tanasi (Codacons): “Non comunicate POD e dati della bolletta al telefono o alla porta”

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Il Codacons lancia l’allarme sulle pratiche scorrette e sui tentativi di truffa legati ai contratti di luce e gas. L’associazione segnala il moltiplicarsi di telefonate e visite porta a porta da parte di soggetti che si presentano come incaricati della “società elettrica”, del “gestore”, di presunti uffici tecnici o di fantomatiche strutture di controllo, con l’obiettivo di ottenere dati personali, codice POD, codice fiscale, indirizzo e informazioni contenute nella bolletta.
Secondo il Codacons, si tratta di condotte particolarmente insidiose perché, almeno all’inizio, non appaiono immediatamente come una truffa. L’associazione spiega che chi contatta il consumatore usa toni cortesi, parla di “verifica della fornitura”, “aggiornamento dei dati”, “controllo della tariffa o “risparmio in bolletta” e, in alcuni casi, dispone già di informazioni parziali sul cliente, creando un’apparenza di affidabilità.
Il Codacons invita i consumatori alla massima prudenza. L’associazione ricorda che il codice POD identifica in modo univoco il punto di prelievo dell’energia elettrica ed è riportato in bolletta. Proprio per questo, evidenzia il Codacons, il POD non deve essere comunicato con leggerezza a sconosciuti, né al telefono né alla porta di casa, perché, insieme ad altri dati personali, può essere utilizzato per avviare pratiche commerciali non richieste o non pienamente comprese.
L’associazione richiama l’attenzione anche sui codici temporanei, sui codici OTP e sui link di conferma che arrivano via SMS o email durante la conversazione. Il Codacons avverte che, in molti casi, non si tratta di semplici verifiche, ma di passaggi utili alla sottoscrizione o alla conferma di un contratto a distanza. Per questo l’associazione invita i cittadini a non comunicare mai al telefono codici ricevuti sul cellulare o sulla posta elettronica e a non cliccare su link inviati durante conversazioni non richieste.
Il Codacons avverte che il rischio concreto è quello di ritrovarsi con un nuovo contratto o con un cambio di fornitore non realmente voluto. L’associazione spiega che ciò può avvenire attraverso telefonate registrate, conferme vocali, fotografie della bolletta, comunicazione di codici temporanei o firme apposte su moduli presentati come semplici “prese visione”. In diversi casi, sottolinea il Codacons, il consumatore se ne accorge solo dopo l’arrivo delle bollette successive, quando compaiono una compagnia diversa, condizioni meno vantaggiose o addebiti inattesi.
L’associazione richiama l’attenzione anche sulle visite porta a porta. Il Codacons ricorda che chi bussa può presentarsi con tesserini, moduli e linguaggio tecnico, ma questi elementi non bastano a dimostrare che si tratti di un incaricato autorizzato. Per questo, secondo l’associazione, nessuna bolletta deve essere fotografata o consegnata sul momento, nessun documento deve essere firmato senza prima aver letto con calma ogni clausola e nessuna persona deve essere fatta entrare in casa senza una verifica preventiva.
In caso di dubbio, il Codacons consiglia di interrompere la conversazione, non pronunciare conferme ambigue, non fornire dati personali e contattare direttamente il numero ufficiale del proprio fornitore, indicato sulla bolletta o sul sito istituzionale dell’azienda. L’associazione indica una regola pratica: chi ha davvero titolo per parlare con il cliente deve poter essere verificato attraverso canali ufficiali, non attraverso pressioni improvvise al telefono o davanti alla porta.
Il Codacons invita figli, familiari e caregiver ad avvisare soprattutto anziani e persone fragili, che rappresentano spesso i bersagli privilegiati di queste condotte. L’associazione sottolinea che una telefonata apparentemente normale o una visita di pochi minuti possono trasformarsi in un contratto non richiesto, con successive difficoltà per contestare l’attivazione, chiarire gli addebiti ricevuti o ripristinare la precedente fornitura.
Chi ritiene di essere stato vittima di un contratto non richiesto, raccomanda il Codacons, deve agire subito. L’associazione consiglia di contestare formalmente l’attivazione, conservare bollette, messaggi, moduli firmati, numeri di telefono, nominativi degli operatori e ogni altro elemento utile. Il consumatore può inoltre rivolgersi al proprio fornitore, alle associazioni dei consumatori e allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, istituito da ARERA e gestito da Acquirente Unico, che fornisce informazioni e assistenza nei settori energia elettrica, gas, idrico, teleriscaldamento e rifiuti urbani.
“Il consumatore non deve mai sentirsi obbligato a rispondere subito, confermare dati o firmare documenti presentati come urgenti o necessari – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Le truffe e le pratiche commerciali aggressive nel settore energia sfruttano la fretta, la fiducia e la scarsa conoscenza dei meccanismi contrattuali. Per questo è fondamentale non comunicare al telefono codice POD, codice fiscale, dati bancari, informazioni della bolletta, codici OTP o altri codici temporanei, e verificare sempre attraverso i canali ufficiali”.

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