Tanasi (Codacons): da oggi scattano le nuove tutele UE sull’intelligenza artificiale, servono controlli contro le truffe digitali

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Da oggi, 2 agosto 2026, diventano applicabili nell’Unione europea gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, con nuove tutele per i cittadini finalizzate a rendere riconoscibili, nei casi previsti dalla normativa, i deepfake e altre specifiche categorie di contenuti generati o manipolati artificialmente, nonché a garantire una maggiore trasparenza nell’interazione con determinati sistemi di IA.
Per il Codacons si tratta di un passaggio importante per rafforzare la tutela dei consumatori, che dovrà però essere accompagnato da controlli efficaci e da strumenti concreti di difesa contro le nuove forme di frode digitale.
“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma non può trasformarsi in uno strumento per ingannare i cittadini – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons –. Oggi è possibile clonare la voce di un familiare, creare video apparentemente autentici, simulare comunicazioni provenienti da banche, aziende o pubbliche amministrazioni e indurre le persone a effettuare pagamenti o a fornire dati personali. Per questo, nei casi stabiliti dal regolamento europeo, gli utenti devono essere informati quando interagiscono direttamente con un sistema di intelligenza artificiale, mentre deepfake e altre specifiche categorie di contenuti artificiali devono essere resi riconoscibili secondo le modalità previste dalla normativa”.
Le nuove disposizioni introducono obblighi distinti per i fornitori e per gli utilizzatori professionali di determinati sistemi di IA. Sono previste, tra l’altro, misure tecniche per consentire la rilevazione dei contenuti generati o manipolati artificialmente e specifici obblighi informativi per i deepfake e per determinati testi pubblicati allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse generale, fatte salve le eccezioni stabilite dal regolamento.
“Le norme europee sono un passo avanti, ma da sole non bastano – prosegue Tanasi – Chiediamo l’attivazione di un canale nazionale unico, semplice e facilmente accessibile, attraverso il quale i cittadini possano segnalare deepfake, clonazioni vocali, false comunicazioni commerciali e altre frodi realizzate mediante l’intelligenza artificiale, ricevendo indicazioni immediate su come tutelarsi, conservare le prove e rivolgersi alle autorità competenti”.
Il Codacons sollecita inoltre una campagna nazionale di informazione rivolta ai cittadini, con il coinvolgimento di scuole, banche, uffici postali, pubbliche amministrazioni e mezzi di comunicazione, affinché tutti possano riconoscere i principali segnali di una possibile manipolazione realizzata attraverso l’intelligenza artificiale.
“L’innovazione deve aumentare la sicurezza delle persone, non i profitti di chi utilizza la tecnologia per truffarle. Trasparenza, responsabilità e controlli devono procedere insieme, perché dietro ogni sistema che incide sui diritti e sulle decisioni dei cittadini deve esserci sempre un soggetto chiaramente responsabile”, conclude Tanasi.

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