Global Sumud salpa dalla Turchia: i familiari degli attivisti scrivono a Mattarella

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All’indomani della telefonata tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente israeliano, cresce la preoccupazione dei familiari degli attivisti imbarcati sulla Global Sumud Flotilla, la missione civile e umanitaria diretta verso Gaza. Tra loro anche i parenti di Alessio Catanzaro, ricercatore italiano di padre catanese, che insieme agli altri volontari ha ripreso la navigazione dalla Turchia nelle prime ore del pomeriggio.
La Flotilla ha infatti lasciato il porto con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti e sostegno simbolico alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Una missione definita dagli organizzatori “umanitaria e non violenta”, ma che si svolge in un clima di forte tensione internazionale e senza, denunciano i familiari, alcuna garanzia di protezione da parte dei Paesi europei.
Per questo motivo, seguendo i canali ufficiali della Presidenza della Repubblica, i parenti di alcuni attivisti hanno inviato un appello direttamente al Capo dello Stato italiano, chiedendo un intervento politico e diplomatico più incisivo sul piano internazionale.
Nel testo indirizzato a Mattarella, i familiari esprimono anzitutto apprezzamento per le parole pronunciate dal Presidente nel colloquio avuto ieri con il capo dello Stato israeliano, ma sottolineano al tempo stesso la forte apprensione per la sicurezza degli attivisti a bordo della Flotilla.
“Siamo molto preoccupati perché le barche della Flotilla, in missione umanitaria e non violenta per fare arrivare a Gaza supporti e sostegno, partiranno fra poche ore senza nessuna tutela e protezione da parte di nessun paese europeo”, scrivono i genitori di uno dei volontari italiani nel messaggio inviato prima della partenza delle imbarcazioni.
L’appello rivolto al Quirinale punta soprattutto a rafforzare la pressione diplomatica affinché non si verifichino azioni ostili contro le navi della missione. I familiari chiedono infatti al Presidente della Repubblica di sostenere “anche nello scenario internazionale, la protesta contro ogni azione illegale da parte di Israele” e di valutare la possibilità di promuovere un’iniziativa comune europea per garantire l’incolumità degli attivisti.
Nel messaggio si invita inoltre l’Italia a farsi promotrice di una richiesta condivisa con altri Paesi europei affinché Israele “non proceda con azioni violente nei confronti della Flotilla e dei ragazzi e ragazze che ne fanno parte”.
La vicenda riaccende l’attenzione internazionale sulle iniziative civili dirette verso Gaza, già in passato al centro di tensioni diplomatiche e interventi militari. In questo caso, i familiari degli attivisti chiedono che la politica europea non resti spettatrice e che venga garantita la massima tutela possibile a chi ha scelto di partecipare alla missione.
di Amalia Zampaglione

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