Fiamme in Sicilia, Burtone all’ARS: “Basta Alibi sull’Autocombustione: Servono l’Esercito e i Droni!”

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La Sicilia brucia di nuovo e all’Assemblea Regionale Siciliana il clima si fa rovente. L’onorevole Giovanni Burtone va all’attacco senza mezzi termini e spara a zero sui ritardi e sui luoghi comuni che accompagnano ogni estate di fuoco: “Smettiamola con la storiella dell’autocombustione. Non esiste. Chi appicca il fuoco è un criminale, che si tratti di un piromane o della criminalità organizzata che vuole devastare il territorio”. I ringraziamenti a Vigili del Fuoco, Forestale e volontari sono doverosi per l’immenso coraggio dimostrato, ma Burtone liquida senza troppi complimenti la solita retorica delle istituzioni. Togliere qualche sterpaglia prima dell’estate è un atto dovuto, ma non risolve il problema se non si fermano i delinquenti alla radice. Sui terreni mandati in cenere, chiarisce il deputato, deve valere una sola legge tombale: tolleranza zero. Nessun margine per speculazioni o cambi di destinazione d’uso: quelle aree devono restare esclusivamente terra agricola.
Il nodo cruciale resta il muro di omertà. Da quasi nove anni sindaco a Militello in Val di Catania, Burtone affronta la realtà a viso aperto: “Tutti vedono il fumo, ma nessuno dice mai di aver visto chi accende la miccia. In quasi dieci anni non ho mai ricevuto una sola segnalazione”. Per questo, insieme al collega Tiziano Spada, spinge per una misura shock: premialità per chi denuncia i piromani, garanzia dell’anonimato e la figura del Sindaco a fare da scudo, assumendosi la titolarità formale dell’atto di denuncia davanti all’autorità giudiziaria.
Con le fiamme che continuano a minacciare i centri abitati, Burtone alza la voce ed esige che il Governatore Schifani smetta di esitare e pretenda risposte immediate da Roma: “Che cosa stiamo aspettando, che ci scappi il morto o che le case vengano rase al suolo? Il Governo regionale deve pretendere l’invio immediato dell’Esercito per pattugliare i punti critici e sguinzagliare i droni per il controllo dall’alto. Chi pensa di appiccare il fuoco deve sapere che lo Stato gli sta addosso”. La sfida è lanciata: la prossima settimana in aula si pretenderà un ordine del giorno compatto per blindare la Sicilia con i militari.

Prosegue intanto l’impegno dei vigili del fuoco in Sicilia, interessata da numerosi incendi boschivi e di vegetazione. Dal 18 luglio sono stati effettuati oltre 1.400 interventi in tutta la regione. Per fronteggiare l’emergenza, tutti i comandi dei vigili del fuoco dell’isola operano con il raddoppio dei turni di servizio.
Nel catanese, dalle ore 11 sono in corso le operazioni di spegnimento nel comune di Ragalna, dove un incendio di vegetazione minaccia alcune abitazioni in vicolo Leonardi, dove a scopo precauzionale è stata disposta l’evacuazione di alcune case.
In provincia di Palermo quattro squadre dei vigili del fuoco sono impegnate a Monreale per un incendio che ha coinvolto alcune abitazioni, fortunatamente senza provocare feriti. Un altro incendio di sterpaglie ha interessato l’area dello svincolo autostradale della E90 di Altavilla, in direzione Palermo, e quello di Termini Imerese, in direzione Catania.
Ad Agrigento un esteso incendio di interfaccia ha reso necessaria l’evacuazione di circa 100 persone da abitazioni e da una clinica, con il trasferimento di 22 pazienti. Sul posto operano sei squadre, tre delle quali giunte in rinforzo dal comando di Trapani, impegnate nella protezione della struttura sanitaria e di un impianto di stoccaggio dell’ossigeno, oltre che nella salvaguardia delle abitazioni minacciate dalle fiamme.
Per garantire la continuità delle operazioni, in alcuni comandi della regione è stato disposto il rientro in servizio del personale, così da incrementare il dispositivo operativo. Le squadre dei vigili del fuoco continuano a operare per il contenimento dei roghi, la salvaguardia delle persone e la protezione delle abitazioni e delle infrastrutture minacciate dalle fiamme, in coordinamento con le altre componenti del sistema di protezione civile. Impiegati anche due Canadair della flotta del Corpo nazionale, mentre altri tre sono stati schierati nell’aeroporto di Lamezia pronti a volare sulla Sicilia e sula Calabria.

La tragedia di Alessandro Marchì

Il caporeparto Alessandroi Macrì caduto durante le operazionni di spegnimento di un incendio a CaltanissettaDurante le operazioni di spegnimento di un incendio in contrada Chiapparia a Caltanissetta, un drammatico evento ha colpito il Corpo nazionale.

Il caporeparto Alessandro Marchì, di 59 anni, mentre era in corso una ricognizione sul posto per la gestione delle operazioni di soccorso, è stato colto da malore. Subito soccorso dal personale sanitario, è morto subito dopo il trasporto in ospedale.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza per la perdita del caporeparto Alessandro Macrì, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’esprimere il suo dolore ha ricordato che Marchì, “è caduto mentre svolgeva il proprio dovere a servizio della collettività”. Vicinanza alla famiglia e ai colleghi di Alessandro è stata espressa dal Capo Dipartimento, Attilio Visconti, e dal Capo del Corpo nazionale Eros Mannino.

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