È morto Umberto Bossi. Da giovane si definì “comunista padano”! Poi fondò la Lega Nord, partito separatista, antimeridionale, razzista.
Nel 1995 venne condannato ad 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti; condanna confermata in appello nel 1997, e poi in Cassazione.
Nel 2011 venne condannato alla multa di 3 mila euro per frasi ingiuriose nei confronti della bandiera italiana, che disse di volere usare al posto della carta igienica.
Secondo il principio di etica pubblica, più volte affermato da Paolo Borsellino, sarebbe dovuto uscire definitivamente dalla scena politica.
Invece è rimasto al proprio posto, e come lui tanti altri ancora al potere, ed anche al Governo.
Detto questo, il cordoglio umano alla famiglia è certamente doveroso, ma risulta inappropriato e ipocrita il ricordo di Bossi come importante protagonista della c.d. “seconda Repubblica”.
“Est modus in rebus”! si dice in latino.
Certo, protagonista lo fu, ma in negativo.
Sino a quando questo Paese non avrà fatto propria la virtù del discernimento non ci sarà un futuro.
È morto Umberto Bossi
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