A seguito di una serrata e meticolosa indagine, si è proceduto, venerdì scorso, all’ arresto di una donna di cittadinanza romena di anni trenta e del suo convivente, un quarantaseienne italiano, ritenuti responsabili di corruzione, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni di minore. La misura preventiva è stata disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, il quale ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita nel pomeriggio di sabato scorso dal personale della Polizia di Stato, sezione di Polizia giudiziaria, in collaborazione con il Commissariato di Pubblica sicurezza di Acireale, seppur il documento ufficiale a firma del procuratore di Catania, Francesco Curcio, è stato reso noto esclusivamente oggi. I reati, commessi anche in concorso tra loro, sono stati consumati ai danni della figlia della donna, minore di quattordici anni. L’attività investigativa è stata avviata a seguito di una segnalazione trasmessa dalla scuola frequentata dalla vittima al Commissariato di Polizia di Stato di Acireale. La nota dell’istituto evidenziava sospetti di maltrattamenti e abusi sessuali subiti dalla giovane tra le mura domestiche. Sulla base della prima informativa del Commissariato, contenente le dichiarazioni del personale scolastico, la Procura ha delegato la sezione di Polizia Giudiziaria ad ascoltare la minore. I primi elementi di riscontro emersi dall’audizione hanno imposto, per ragioni di urgenza e tutela, l’immediato collocamento della giovane in una struttura protetta, con contestuale allontanamento dal nucleo familiare. Le indagini sono proseguite con diverse intercettazioni sui familiari della minore. Questa attenta attività ha fatto emergere gravi indizi di colpevolezza a carico della madre della ragazzina e del compagno, per i quali vale comunque la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Su richiesta della Procura Distrettuale, il Giudice per le indagini preliminari ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo gli accertamenti di rito, per i due arrestati si sono aperte le porte della casa circondariale di piazza Lanza.
“Abusi su una minore”: arrestati la madre e il patrigno
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