Si è tenuta presso il Comune di Pachino la Conferenza dei Servizi chiamata a valutare il progetto per la realizzazione di un complesso turistico-alberghiero in Contrada Lettiera, allo sbocco del Vallone di Calafarina. L’incontro — che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della società proponente, dei funzionari della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e dei delegati delle associazioni territoriali — si è concluso con un primo punto fermo: allo stato attuale “non sussistono le condizioni per il rilascio di un parere favorevole finale di conclusione del procedimento ai sensi della Legge n. 241/1990”.
Il progetto edilizio proposto, dal valore complessivo stimato in oltre 7,3 milioni di euro, prevede una variante urbanistica su un’area attualmente a destinazione agricola e naturale. La struttura progettata comprende 492 posti letto stanziali, oltre 35.500 m³ di nuovi edifici, 14.600 m2 destinati a viabilità e parcheggi, un centro benessere, strutture di ristorazione per circa 2.700 m2 e un anfiteatro all’aperto di 36.000 m2 nell’area di un’ex cava. Gli elaborati tecnici indicano un consumo idrico stimato fino a 777.000 litri al giorno in un’area caratterizzata da endemiche carenze idriche, soprattutto nel periodo estivo.
Sulla proposta si è registrata una forte mobilitazione della società civile e del mondo dell’associazionismo. Sigle del territorio come Italia Nostra Capo Pachino, la Pro Loco di Marzamemi, il Gruppo Archeologico Capo Pachino, l’Archeoclub di Noto e Acquanuvena di Avola si sono attivate per promuovere la difesa della zona e sensibilizzare la comunità locale. Le associazioni sottolineano come l’area di Calafarina sia caratterizzata da un’alta concentrazione di beni archeologici e naturali: la Necropoli dell’Età del Bronzo dei Cugni, i siti dell’antica facies di Castelluccio, la Grotta di Calafarina, l’antica rete di carraie e le adiacenti aree protette della Rete Natura 2000 (ZSC Pantano Morghella e ZPS Pantani della Sicilia Sud-Orientale).
L’obiettivo prioritario sostenuto dalle realtà associative è l’istituzione di un Parco Archeologico e Paesaggistico di Calafarina e dei Cugni, concepito come modello di sviluppo ecocompatibile, destagionalizzato e integrato con la vocazione agricola ed enogastronomica della zona.
A supporto di questa visione vengono citati due precedenti significativi del litorale sud-orientale: l’istituzione dell’Oasi Faunistica di Vendicari, nata a seguito dell’intervento del WWF che bloccò la costruzione di un villaggio turistico negli anni ’70, e la recente valorizzazione naturalistica dei pantani Cuba e Longarini ad opera di iniziative private di tutela. Esperienze che, secondo i promotori del Parco, dimostrano come la salvaguardia dell’integrità naturalistica e delle preesistenze storiche possa garantire ricadute economiche e sociali più diffuse e durature nel tempo rispetto alla cementificazione della costa.







