La Sinistra italiana e la strategia comunicativa

Date:

Lo scorso 6 settembre, com’è noto, in Sassonia – Anhalt ha vinto, con circa il 44,4 dei voti, Adf, un partito di estrema destra.
Dal centrosinistra, Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ha così commentato la vittoria di un partito vicino alle idee neonaziste: “È la prima volta che succede in Germania dopo la Seconda guerra mondiale: un dato inquietante. Per il futuro della democrazia tedesca e di tutta l’Unione Europea è assolutamente urgente che a livello nazionale le forze politiche democratiche si uniscano per ergere una barriera contro il pericolo rappresentato dall’estrema destra neonazista e siano in grado di dare risposte ai bisogni sociali e al desiderio di pace della popolazione”.
Preoccupazioni simili sono state espresse da quasi tutti i leader che ad oggi fanno parte del cosiddetto “campo largo”.
D’altronde, quello dell’inesorabile avanzata della destra estrema, non è certo un problema che tocca solo la Germania.
In Italia le adesioni a “Futuro nazionale”, il partito fondato da Roberto Vannacci il 3 febbraio dell’anno in corso, aumentano ogni giorno di più; ad oggi si parla di oltre 100.000 iscritti, senza contare i simpatizzanti.
Tra i punti salienti del programma di “Futuro nazionale” ci sono la lotta all’aborto, l’abolizione delle unioni civili, la lotta alle comunità LGTBQ+, la controversa teoria del “patriarcato mediterraneo” e la sostituzione del termine femminicidio con quello vetusto di “delitto passionale”.
In economia Vannacci parla di riduzione fiscale e di introduzione della flat tax. E’, inoltre, antieuropeista e contrario al “Green deal”.
Da quasi 4 anni in Italia abbiamo un governo di destra, il partito di Vannacci è in trionfale ascesa, mentre i gruppi politici che aderiscono al “campo largo” faticano ogni giorno di più ad affermarsi come un fronte unito e compatto.
E’ da molto tempo ormai che, come ha ben evidenziato anche Marco Travaglio, i veri, e quasi unici obiettivi, del cosiddetto “campo largo” sono stati la disputa per la leadership e la lotta contro i partiti di governo. “Non funziona così – afferma Travaglio – L’avversario non può essere il programma. La necessità di battere la destra può essere una ragione elettorale, ma non può diventare l’unica ragione per stare insieme”.
Anche per ovviare a questo tipo di critiche i maggiori leader del “campo largo” – Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli – a luglio si sono dati appuntamento a Napoli.
Alcuni attivisti di “Potere al popolo”, però, sono malamente intervenuti con proteste, fischi e cori da stadio, interrompendo gli interventi sul palco.
Una nuova riunione si è tenuta a Cernobbio, al forum Teha, anche con l’obiettivo di far dimenticare il flop di Napoli. “Stiamo lavorando a un programma e il tema su chi guiderà l’alleanza sarà affrontato dopo” è stato detto.
Ma le differenze tra i vari partiti del “campo largo” restano ancora profonde e radicate: manca l’accordo sulla giustizia, sulla politica estera, sull’Ucraina, sull’Europa, sulle infrastrutture, sul rapporto con le imprese, sulla crescita, sul merito e perfino sull’idea stessa di governo.
Esiste poi, nei gruppi politici che afferiscono al “campo largo”, un problema di natura comunicativa che li sta, ogni giorno di più, allontanando da quella che dovrebbe essere la loro naturale base elettorale.
La sinistra italiana fa fatica a parlare con i lavoratori. Si esprime con un linguaggio complesso e elitario e si rivolge prevalentemente al ceto medio-alto della popolazione italiana, alle persone che hanno studiato e che non hanno troppi problemi a sbarcare il lunario a fine mese; non mette invece sufficientemente in risalto, con un linguaggio semplice e chiaro, i problemi che davvero riguardano il lavoratore che appartiene al ceto medio basso; si pensi ad esempio al caro-benzina, al nodo fiscale, ai finanziamenti pubblici a scuola e sanità, all’aumento del salario minimo e alle pensioni. Si tratta di temi questi, che pur essendo tutti presenti, seppure in modi e tempi diversi, nei programmi dei principali partiti che compongono il “campo largo”, raramente vengono messi durante i comizi tra i primi punti all’ordine del giorno.
Un esempio di quanto appena detto lo possiamo individuare nell’intervento che lo scorso 8 settembre, a Roma, la segretaria Pd, Elle Schlein, ha fatto alla festa di Avs; sul palco, insieme a lei, anche Bonelli, Conte e Fratoianni. “Se vinceremo le elezioni – ha detto – tra le prime cose che faremo ci sarà il riconoscimento dello stato di Palestina, perché solo così si può arrivare al “due popoli, due Stati”.
La questione arabo-israeliana è, oggi, un nodo importantissimo della politica internazionale e lo sterminio della popolazione palestinese da parte dell’esercito israeliano è un tema estremamente doloroso per molti, italiani e non; ma, probabilmente, non per tutti.
L’operaio che non arriva a fine mese, il guidatore di camion che fa i conti con i prezzi del gasolio alle stelle, il paziente che deve aspettare un anno per una tac in ospedale, potrebbero non pensare che la sorte dei palestinesi rientri tra i propri problemi più urgenti.
Ecco perché il programma di Vannacci che, seppur in modo vago e non dettagliato, parla di riduzione fiscale, di flat tax e di sicurezza nazionale, riesce a fare più presa e ad arrivare in modo chiaro e diretto alla “pancia della gente”.
Alla sinistra italiana manca quindi, tra le altre cose, una strategia comunicativa forte che le permetta di comunicare con i lavoratori, dando ai ceti meno abbienti la speranza che la loro situazione economica e di vita possa migliorare.
Strategia comunicativa che invece la destra, italiana e non, sembra aver trasformato in un vero e proprio cavallo di Troia.
Due giorni fa, l’11 settembre, è venuta a mancare la grande politica Emma Bonino, ex ministra del parlamento europeo e attivista storia dei diritti civili e politici; fino all’ultimo momento della sua vita, Emma è stata per tutti un punto di riferimento importantissimo per le battaglie sociali: dal diritto all’aborto, alla laicità dello stato, alla difesa dei diritti umani.
La sua triste e prematura dipartita sembra rimarcare con forza questo cambiamento dei tempi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Share post:

Iscriviti

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related