C’era una volta, nel cuore più riposto e collinare dell’Isola, una terra avvolta in un lungo, apparentemente immutabile, sonno burocratico. Per generazioni, la narrazione comune ha voluto che le province dell’interno giacessero sopite sotto l’incantesimo della rassegnazione e dell’arretratezza, etichettate come perenni maglie nere nel grande e macchinoso libro della spesa pubblica europea. Un clichè logoro che dipingeva il Mezzogiorno come una “Bella Addormentata” irrimediabilmente destinata a non svegliarsi mai, smarrita tra le pieghe cantieri mai aperti, di lavori iniziati e mai completati, di risorse disperse nei rivoli dell’inefficienza.
Eppure, l’incantesimo sembra essersi incrinato proprio laddove il pregiudizio era più radicato. Con il rigore proprio dei numeri che si fanno storia, le rilevazioni della piattaforma ReGiS, aggiornate al 1° luglio 2026, raccontano di un prodigio inatteso: la provincia di Caltanissetta si attesta come la prima in Sicilia per percentuale di progetti Pnrr portati a compimento, raggiungendo un ragguardevole 36,8%. Un dato che non soltanto svetta nel panorama regionale, ma supera con passo fermo persino la media nazionale, ferma al 26,2%.
A fare da cuore pulsante di questo risveglio è la macchina amministrativa del capoluogo. Nel Comune di Caltanissetta, oltre l’80% degli interventi di competenza municipale risulta già interamente completato, trasformando la materia astratta dei finanziamenti in opere tangibili. Nel registro dei progetti resta ormai da avviare un unico tassello, la riqualificazione dell’ex Caserma Capitano Franco, il cui cantiere muoverà i primi passi nel mese di ottobre a seguito dell’avvenuta aggiudicazione dei lavori. Una virtuosa convergenza tra l’indirizzo dell’Amministrazione e lo sforzo corale di dirigenti, tecnici e responsabili di procedimento che, pur con un organico storicamente ridotto all’osso tra le mura di Palazzo del Carmine, sono riusciti a superare le secche della burocrazia per fare sistema e centrare i tempi.
Nasce così quello che è stato ribattezzato il “Modello Caltanissetta”: non già un mero orpello verbale, bensì un metodo fondato sul rigore della programmazione e sulla coordinata osmosi tra la sfera di governo e gli uffici tecnici. È la rivincita culturale dell’entroterra, la dimostrazione che l’efficienza amministrativa non è prerogativa geografica, ma frutto di volontà e coordinamento.
Resta tuttavia il dubbio che insidia ogni favola dolce-amara. Manca da chiedersi se questa fiammata di virtù rappresenti l’alba di una nuova consapevolezza o un passeggero intervallo di lucidità. La speranza, intessuta d’inquietudine, è che la Bella Addormentata dell’entroterra non finisca per essere punta di nuovo al dito col fuso del vecchio torpore, ma che questo risveglio si riveli duraturo, definitivo, e capace di contagiare l’intera Isola.
Immagine generata con intelligenza artificiale (AI).

