Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza lancia la proposta di un Patto nazionale per la nonviolenza e il rispetto digitale, con l’obiettivo di coinvolgere istituzioni, scuole, famiglie e piattaforme digitali in un’azione permanente di prevenzione, educazione al rispetto e contrasto alle diverse forme di prevaricazione e aggressività.
La ricorrenza, celebrata il 2 ottobre, giorno della nascita di Mahatma Gandhi, rappresenta per Tanasi l’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di andare oltre la dimensione simbolica delle giornate commemorative e trasformare il principio della nonviolenza in un impegno quotidiano, nei rapporti personali come negli ambienti digitali.
“La nonviolenza non può essere ricordata soltanto per ventiquattro ore – afferma Tanasi – deve diventare un principio concreto capace di entrare nella scuola, nella famiglia, nelle istituzioni e nel mondo digitale. Occorre intervenire prima che l’aggressività, l’umiliazione e la sopraffazione vengano percepite come normali modalità di relazione.”
Secondo il Codacons, la prevenzione deve assumere un carattere strutturale. La normativa italiana ha negli ultimi anni rafforzato gli strumenti di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo e previsto maggiori forme di assistenza per i minori coinvolti. Per Tanasi è necessario compiere un ulteriore passo, mettendo in relazione educazione alla nonviolenza, gestione dei conflitti e responsabilità nell’uso degli strumenti digitali.
Da qui la proposta di un Patto nazionale per la nonviolenza e il rispetto digitale, attraverso il quale favorire percorsi permanenti dedicati al rispetto della persona, alla gestione nonviolenta dei conflitti, alla cittadinanza digitale e alla capacità di riconoscere tempestivamente comportamenti offensivi, intimidatori o vessatori.
Il Codacons ritiene fondamentale il coinvolgimento del mondo della scuola e delle famiglie, insieme alle istituzioni e alle realtà che gestiscono gli ambienti digitali. L’obiettivo deve essere quello di rafforzare una cultura della prevenzione e rendere sempre più conosciuti e accessibili gli strumenti attraverso i quali chiedere aiuto e segnalare situazioni di disagio o comportamenti lesivi.
Per Tanasi, prevenzione e risposta alle condotte illecite devono procedere insieme. Intervenire quando un episodio si è già verificato è necessario, ma non può sostituire un’azione educativa capace di agire prima che aggressività e sopraffazione diventino modalità abituali di relazione.
“Uno schermo non rende meno grave un’offesa, una minaccia o una persecuzione – prosegue Tanasi – scuola e famiglia hanno una responsabilità educativa fondamentale, le istituzioni devono garantire strumenti adeguati e le piattaforme devono fare la propria parte. Serve un’alleanza stabile che rimetta al centro la dignità della persona e insegni soprattutto ai più giovani che il conflitto può essere affrontato senza trasformare l’altro in un nemico. La nonviolenza deve diventare una pratica quotidiana di rispetto, ascolto e responsabilità”, conclude Tanasi.
Immagine generata con intelligenza artificiale (AI).

