Il gesto contro Betty sarebbe stato preceduto da anni di crisi e situazioni di pericolo. I residenti: «Non vogliamo odio né vendetta, ma impedire che una tragedia simile possa ripetersi» Il 20 luglio 2026, in un condominio di San Giovanni La Punta, una cagnolina di nome Betty è stata lanciata dal balcone di un appartamento situato al quarto piano. Secondo quanto riferito dai residenti dello stabile, il gesto sarebbe avvenuto durante una grave crisi della donna con cui l’animale viveva. La dinamica completa dell’accaduto e ogni eventuale responsabilità sono oggetto degli accertamenti delle autorità competenti.
I condomini scelgono oggi di rendere pubblica la propria testimonianza non per alimentare una campagna di odio contro la donna, ma per richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni su una situazione di grave fragilità e pericolo che, secondo quanto da loro documentato e segnalato, si protrae da diversi anni. Quanto accaduto a Betty è un gesto atroce. Nessun essere vivente può essere afferrato e gettato nel vuoto come se fosse un oggetto. La sofferenza inflitta alla cagnolina impone una riflessione seria sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto intervenire prima che si arrivasse a un episodio tanto grave.
Allo stesso tempo, i residenti respingono qualsiasi forma di insulto, minaccia, persecuzione o gogna pubblica nei confronti della donna. La sua condizione deve essere valutata e gestita da medici, servizi sanitari, servizi sociali e autorità competenti. Non spetta ai condomini formulare diagnosi o stabilire la sua capacità di intendere e di volere.
È però indispensabile che non venga nuovamente lasciata sola e priva di un’assistenza adeguata, con il rischio che possa nuocere a sé stessa, ad altri animali o alle persone che vivono nello stabile. La tutela della donna e la sicurezza della collettività non sono esigenze contrapposte. Una presa in carico sanitaria e assistenziale seria, continuativa e adeguata rappresenta una forma di protezione per lei stessa, per i residenti e per ogni altro essere vivente che potrebbe trovarsi coinvolto durante una futura crisi.
Gli episodi riferiti dai condomini I residenti chiedono che le autorità acquisiscano e verifichino le segnalazioni, le deposizioni, i verbali degli interventi e tutta la documentazione relativa agli episodi avvenuti negli ultimi anni. La cronologia seguente riporta esclusivamente quanto riferito dai condomini e dovrà essere riscontrata attraverso gli atti ufficiali.
Luglio 2020 Durante uno stato di alterazione psicofisica si verificò un grave episodio che coinvolse un cucciolo di pochi mesi appartenente a un giovane che frequentava l’appartamento. Secondo quanto riferito dai residenti, il cucciolo fu gettato insieme ad alcuni bagagli e il giovane venne ferito al volto. Quest’ultimo si recò successivamente in caserma per rendere dichiarazioni sull’accaduto.
Notte del 31 ottobre 2021 Durante un’ulteriore crisi caratterizzata da deliri persecutori, la donna richiese l’intervento dei Carabinieri sostenendo che qualcuno si trovasse nella sua abitazione. Secondo quanto riferito dai condomini, non vi fu accesso all’interno dell’appartamento. Il giorno seguente furono rinvenute tracce di sangue nei cortili di entrambi gli ingressi della palazzina.
Gennaio e febbraio 2022. Secondo le testimonianze dei residenti, iniziarono a manifestarsi frequenti crisi accompagnate da urla, deliri persecutori e possibili allucinazioni visive e uditive. In alcune occasioni la donna non rientrava nella propria abitazione perché convinta che qualcuno potesse gettarsi dal suo balcone e rimaneva nascosta nelle scale, creando una situazione di paura e di potenziale pericolo per i condomini che dovevano raggiungere i propri appartamenti.
Dal 2022 a oggi, durante ripetute crisi la donna avrebbe lanciato oggetti dal balcone e compiuto diversi atti vandalici ai danni dei residenti e delle parti comuni dello stabile; tra gli episodi più recenti, alcune notti fa si sarebbe diretta con l’automobile contro il cancello automatico di accesso al complesso danneggiandolo gravemente.
20 luglio 2026. Durante l’ennesima crisi, la donna ha lanciato dal balcone del quarto piano la cagnolina Betty, con la quale viveva da alcuni anni.
Alla luce di questa successione di episodi, i condomini ritengono che quanto accaduto non possa essere considerato un fatto completamente imprevedibile. È necessario accertare quali interventi siano stati effettuati negli anni, quali segnalazioni siano state raccolte e se sia mai stato predisposto un percorso stabile di cura, assistenza e controllo.
L’appello alle istituzioni
I condomini rivolgono il proprio appello al Comune di San Giovanni La Punta, al sindaco quale autorità sanitaria locale, all’ASP di Catania, al Dipartimento di salute mentale, ai servizi sociali, alla Prefettura, alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria.
Chiedono che i residenti vengano formalmente ascoltati e che siano acquisiti tutti gli atti relativi agli interventi e alle segnalazioni effettuati negli ultimi anni.
Chiedono inoltre un’urgente valutazione multidisciplinare della situazione e l’attivazione di una presa in carico sanitaria, sociale e assistenziale stabile, concreta e continuativa.
È necessario al fine di garantire la sicurezza dei condomini e della stessa donna, il suo inserimento in un contesto adeguatamente assistito e protetto, nel pieno rispetto della sua dignità e delle disposizioni di legge.
È inoltre necessario impedire che altri animali possano essere affidati o lasciati nella sua esclusiva disponibilità.
Ai residenti devono infine essere forniti riferimenti precisi e procedure chiare da seguire in caso di nuove crisi, affinché non siano più costretti ad affrontare da soli situazioni potenzialmente pericolose.
Perché rendiamo pubblica questa vicenda
La diffusione del presente comunicato ha lo scopo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una situazione che, nonostante i numerosi segnali di allarme, non ha ancora ricevuto una risposta risolutiva. La stampa può contribuire a far emergere i fatti, a raccogliere le testimonianze di chi vive quotidianamente questa realtà e a evitare che il silenzio consenta il ripetersi di episodi analoghi.
I condomini chiedono che la vicenda venga raccontata con rigore, distinguendo i fatti accertati dalle testimonianze ancora da verificare e tutelando la riservatezza e l’incolumità della donna.
Non si vuole trasformare una persona gravemente fragile in un bersaglio mediatico. Non si vuole giustificare o minimizzare la violenza subita da Betty. Si vuole evitare che un altro animale, la donna stessa o uno dei residenti possa diventare la prossima vittima di una crisi non adeguatamente gestita. La donna è, nello stesso tempo, autrice di un gesto gravissimo e vittima di un sistema che non è riuscito a garantirle una presa in carico adeguata.
La salute mentale non può essere affrontata attraverso l’abbandono. La protezione degli animali e la sicurezza dei cittadini non possono dipendere dal caso. Quanto accaduto a Betty poteva essere evitato. Ora ci aspettiamo che le istituzioni intervengano affinché non possa accadere di nuovo.
Immagine creata con IA

